IMMAGINI C.I. ANNI PRECEDENTI

Ecco le fotografie  relative alla “passeggiata culturale  La Diagonale” a Torino, scattate da Laura Palmucci e Rossana Fantinati:

 

—>     La Diagonale

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LE FOTOGRAFIE DELLA CAMMINATA AL PARCO DELLA MADDALENA (venerdì 30 giugno 2014):

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LE FOTOGRAFIE DELLA  CAMMINATA nel PARCO del MEISINO (venerdì 9 maggio 2014 ed alcune notizie sul Parco:

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PARCO DEL MEISINO

Di fronte al Parco Colletta si estende la riserva naturale del Meisino: si tratta di un’area a forma semicircolare, delimitata dal Po a Ovest e dalle prime propaggini collinari a Est. L’intera zona era soggetta un tempo a regolari allagamenti a causa delle piene del Po, non caso nell’area si trova una cascina dall’evocativo nome di “Malpensata”. Il problema delle piene è stato risolto nel 1952 con la costruzione di un argine in cemento, anche se il principale scopo dell’operazione era quello di creare un bacino artificiale per la produzione di energia elettrica. All’interno del Meisino, nella zona più vicina al fiume, si trova l’area del Galoppatoio militare, in passato poligono di tiro dell’Esercito. Oggi l’area è ricoperta da una fitta vegetazione ed è diventata zona di rifugio per l’avifauna. Nel Parco Meisino si trovano alcuni esemplari imponenti di pioppo e di quercia.

Sono stati eseguiti lavori per la riqualificazione dell’area, consistenti nella rimozione delle discariche abusive, nell’impiantamento di filari alberati con panche per la sosta, una nuova pista ciclo-pedonale che è stata collegata a quella già realizzata dal Comune di San Mauro Torinese lungo la sponda destra del fiume Po, la realizzazione del collegamento con la pista ciclabile su Lungo Stura Lazio per unire in sicurezza il Parco con Bertolla e la sponda sinistra del Po. 

Anticamente il Po scorreva addossato alla collina di Superga e la confluenza con la Dora Riparia e la Stura di Lanzo era una zona molto instabile, soggetta ad accumulo di depositi alluvionali. Le sponde, arginate dall’800, sono state progressivamente sistemate a verde urbano, costituendo viali e filari di platani, tigli, olmi, querce rosse, pioppi, salici e latifoglie di varie specie.

La riserva del Meisino è una delle più interessanti aree naturalistiche urbane d’Europa.

La sua particolarità è in parte favorita dalla presenza di alcune residue aree naturali (boschetti, piccoli canneti, greti ghiaiosi e ciottolosi).
L’ampio bacino creato dallo sbarramento della diga del Pascolo è un ottimo punto di sosta per le numerose specie di uccelli che trovano nella città un comodo rifugio.

Sin dal 1983 sono state censite in questa zona più di 160 specie di uccelli, per lo più acquatici, che si alternano nel corso delle stagioni, anche se l’inverno è sicuramente il periodo con il maggior numero di esemplari.

Vi si può trovare: cormorano, airone cenerino, germano reale, alzavola, svasso maggiore, tuffetto, gabbiano comune, folaga, gallinella d’acqua, moriglione, moretta, morzaiola, fischione, nibbio bruno.

Particolarmente numerosi sono i cormorani e gli aironi cenerini. Gli aironi abitano, caso unico in Italia di insediamento di una colonia all’interno di una città, sull’isolone di Bertolla.
La garzaia è composta di nidi costruiti sui pioppi presenti sull’isolone, messi a dimora diversi anni fa allo scopo di produrre legname .

Le distese di ghiaia presenti, il rallentamento della corrente causato dalla diga e la ricchezza di fauna ittica rendono l’ambiente della confluenza un ideale sito di alimentazione per gli aironi cenerini.

Tra i gruppi di prede preferiti da questi uccelli, troviamo gli anfibi (rane, rospi, raganelle) ed i pesci, anche di notevoli dimensioni, soprattutto appartenenti alla famiglia dei Ciprinidi (carpe, tinche, cavedani, lasche, ecc.).

L’Isolone di Bertolla ha un’origine artificiale. Negli anni ’50 si realizzò sul Po il ponte-diga del Pascolo, alla confluenza con la Stura. L’acqua dell’invaso veniva immessa in un canale rettilineo, appositamente scavato sulla sponda sinistra del fiume, che la portava alla centrale idroelettrica di San Mauro Torinese. In tal modo, quella che era un’ansa sul fiume, divenne un’isola quasi completamente occupata da pioppeti. La tranquillità della zona indusse gli aironi cinerini a nidificare sui pioppi, costituendo così una garzaia particolarmente pregiata perché ubicata in ambiente praticamente urbano: oggi i nidi sono circa un centinaio. L’isolone è oggi gestito dal Parco del Po, il quale intende favorire la rinaturalizzazione della zona, sostituendo i pioppi ibridi, più adatti per la produzione legnosa, con i pioppi neri e quelli bianchi.

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LE FOTOGRAFIE DELLA 4a CAMMINATA (venerdì 28 marzo 2014):    Parco COLONNETTI ed alcune notizie sul Parco.

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Parco Colonnetti

 Il Parco Colonnetti ha una superficie  di 385.800 m², situato presso il quartiere Mirafiori Sud, nell’estrema periferia sud della città. Assieme ai vicini Parco Sangone, Parco Piemonte, più il Parco Boschetto di Nichelino, formano una area verde periferica pressoché contigua di oltre 600.000 metri quadrati. Il Parco fu intitolato all’ingegnere e matematico torinese Gustavo Colonnetti.

Il parco sorse sui terreni dell’ex Aeroporto Torino-Mirafiori, operativo dal 1911 fino al secondo dopoguerra, quindi abbandonato in favore prima dell’aeroporto di corso Marche e, nei primi anni ’50, dell’aeroporto di Caselle.

Negli anni 1970 e 1980 fu in situazione particolarmente degradata come molte delle zone urbane del quartiere. In seguito, l’area verde fu destinata a parco cittadino. Oggi si presenta completamente ristrutturato e dotato di percorsi interni, aree gioco per bambini, un percorso ginnico, fontane ed una vasta area è stata lasciata “selvatica” per permettere il mantenimento della fauna locale.

Il CUS Torino ha qui i suoi impianti sportivi principali, inclusa una pista di atletica.

Mausoleo della Bela Rosin

Il Mausoleo della Bela Rosin è un edificio neoclassico, progettato dall’architetto Angelo Demezzi nel 1886. Realizzato a pianta circolare, con circa sedici metri di diametro e altrettanti di altezza, ha una croce latina posta sulla cupola lastricata di rame, ornata da sedici colonne alte cinque metri; otto di esse compongono il colonnato sulla facciata, mentre le rimanenti disposte su due file retrostanti, formano tre corte navate, due delle quali terminano in nicchie.

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LE FOTOGRAFIE DELLA 3a CAMMINATA (venerdì 21 marzo 2014):    Parco Carrara (Pellerina) per circa 6 Km. Una tranquilla camminata tra colori e profumi per festeggiare insieme il 1° giorno di primavera

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Di seguito alcune notizie interessanti sul Parco Carrara (detto della Pellerina):

Il parco è ufficialmente dedicato a Mario Carrara (1866-1937), antropologo dell’università di Torino, uno dei soli 15 docenti universitari su oltre 1.200 che rifiutarono il Giuramento di fedeltà al fascismo, ma è noto a tutti i torinesi come Parco della Pellerina. Dal 2009 tutta la porzione del parco a nord della Dora è stata dedicata alla memoria dei 7 operai torinesi deceduti nel rogo della linea 5 dello stabilimento ThyssenKrupp il 6 dicembre 2007. L’area dello stabilimento si trovava in corso Regina Margherita 400, proprio di fronte all’ingresso nord della Pellerina.

La prima idea del parco venne agli inizi del ‘900, ma soltanto negli anni 1930 incominciarono i lavori. La costruzione del parco continuò dopo il conflitto mondiale e ottenne la sistemazione attuale negli anni 1980.

Il corso del fiume Dora Riparia all’interno del parco fu ampiamente modificato, rendendolo molto più lineare.

Viene chiamato Parco della Pellerina da un’antica cascina, inglobata all’interno del parco, che recava il nome di cascina della Pellerina. Una possibile, ma interessante interpretazione del nome deriva dall’accostamento della dizione pellerina abitualmente utilizzato per denominare gli edifici o i locali dove venivano giudicati ed esposti i debitori insolventi (vedi l’ala del Comune diVillafranca Piemonte che ne mantiene il nome) con la pietra della berlina o pera berlina dove venivano messi appunto alla berlina gli stessi. In Piemonte se ne trovano esempi numerosi. I debitori insolventi venivano esposti senza mutande, onde il detto picchiare il ‘culo per terra’ per indicare i soggetti in rovina economica. Esiste un’altra possibile interpretazione, la cascina è situata lungo la strada che da Mont Saint Michel passa per la Sacra di San Michele in Val di Susa e termina al Santuario di San Michele Arcangelo, a Monte Sant’Angelo, conosciuta anche con il nome di “via di San Michele”, era un percorso frequentato da molti pellegrini e sembra che in questa località trovassero rifugio per la notte. Di qui il nome del luogo, in seguito nacque la Cascina  “la Pellerina” e sarebbe una contrazione del nome Pellegrina

Il parco è dominato dalla presenza di alberi ad alto fusto alternati ad ampi prati e radure, è molto sfruttato dagli abitanti della città di Torino come luogo di passeggiate e di allenamenti podistici.

Al suo interno vi sono alcune strutture sportive, tra le quali una piscina, campi da calcio (sia di proprietà di società sportive e non), una pista di pattinaggio liberamente fruibile, una pista da BMX in terra battuta, campi da bocce e da tennis. Oltre agli immancabili servizi igienici e chioschi, nella parte sud-est del parco è collocata una caserma dell’Arma dei Carabinieri. Nella zona est invece, al confine con corso Lecce, sorge un piazzale sterrato che frequentemente accoglie il luna park.

Due laghi artificiali, di differenti dimensioni, ospitano una fauna acquatica rappresentata da numerose famiglie di germani realifolaghe,gallinelle d’acqua e cigni. In una depressione in prossimità dei due laghi si è recentemente (alluvione dell’ottobre 2000) formato uno stagno completamente naturale, l’unico del genere nella città di Torino. Si tratta di una zona umida di modesta profondità (max 80 cm), circondata da una corona di canne di palude.

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LE FOTOGRAFIE DELLA 2a CAMMINATA (venerdì 14 marzo 2014):    Parco del Valentino ad Italia 61 , con 15 partecipanti che hanno  percorso 8 km

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Di seguito alcune notizie interessanti sul Parco del Valentino:

Cenni storico-architettonico-paesaggistici-naturalistici

Il Parco del Valentino è il più famoso e antico parco pubblico della città. È sicuramente il parco cittadino più conosciuto ed è stato assunto a simbolo della città al pari della Mole Antonelliana. In splendida posizione, non distante dal centro (a 1 km dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova), è situato lungo la sponda sinistra del Po, tra i ponti monumentali Umberto I (Corso Vittorio Emanuele II) e Isabella (Corso Dante).

Il Parco presenta un patrimonio arboreo notevole, una interessante avifauna, molteplici punti di interesse, piste ciclabili, passeggiate e occasioni di sport e di svago.

Le sue origini si possono far risalire a epoca assai remota: fin dal Medioevo, infatti, era in uso in zona il toponimo “Valentino”, di incerta origine, che dal ‘600 venne ad indicare il castello dei Savoia (Castello del Valentino, una delle Residenze Reali dei Savoia, Patrimonio Mondiale UNESCO).

Il parco del Valentino, seppure non ancora a funzione pubblica, ebbe una prima realizzazione nel 1630, su progetto di Carlo Cognengo di Castellamonte, fu proseguito fino al 1660 dal figlio Amedeo. E’ nella seconda metà dell’800, con l’abbattimento delle mura voluto da Napoleone, che inizia per Torino una nuova fase urbanistica, caratterizzata da forte aumento della popolazione, attività edilizia, nuovo bisogno di verde per lo svago:  in questo periodo nasce il verde pubblico in senso moderno, e la Città, per realizzare un pubblico passeggio, pensa alla zona attorno al Castello del Valentino. I lavori si avviarono nel 1863-1864, su parziale ridisegno del parco da parte dell’architetto francese Barillet-Deschamps che, ispirandosi ai principi del parco paesaggistico, o “all’inglese”, realizza una migliore sistemazione di viali, boschetti, vallette artificiali, un piccolo galoppatoio e un laghetto, poi prosciugato, era usato d’inverno come “patinoire”.

Ancor prima di essere completato, il parco diventò la cornice di grandi esposizioni nazionali e internazionali, che si tennero dal 1829 al 1961. In occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884 fu realizzato il cosiddetto borgo medievale, ovvero la ricostruzione di uno scorcio completo dei principali caratteri stilistici ed architettonici delle opere piemontesi e della Val d’Aosta del Medioevo, con tanto di Rocca visitabile.

Dopo l’Esposizione del 1911, il parco si assestò sule sue dimensioni attuali. In particolare, nel 1961 fu teatro di manifestazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia e in tale occasione, fra il Borgo Medioevale (e il complesso di Torino Esposizioni, fu ridisegnata e realizzata un’amena valletta fiorita percorsa da ruscelli e con molte aiuole, realizzando il Giardino
Roccioso; in questa zona nel 1965 fu realizzato il Roseto, poi ampliato in occasione della mostra floreale Flor ’92.

Elementi di interesse

All’interno del parco: Castello del Valentino, sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di TorinoBorgo MedioevaleGiardino RocciosoOrto Botanico dell’Università degli Studi di TorinoFontana dei Dodici Mesi, Fontana Luminosa, Palazzina della Promotrice delle Belle Arti, Villino Caprifoglio (sede Laboratorio di Lettura per bambini), Torino Esposizioni.

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LE FOTOGRAFIE DELLA 1a CAMMINATA (venerdì 7 marzo 2014) : Parco Colletta dal Ponte Washington al Ponte Amedeo VIII per complessivi Km.6,200

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 Di seguito alcune notizie interessanti sul Parco COLLETTA:

Savoia nel XVII secolo progettarono un grande parco di caccia vicino alla città di Torino, tra la confluenza della Dora Riparia e della Stura di Lanzo con il fiume Po. Il parco ottenne la denominazione di Regio Parco. L’assedio di Torino del 1706 rovinò completamente il parco.

Nel XVIII secolo i Savoia fecero costruire nella zona una grande fabbrica per la lavorazione del tabacco, nota come Manifattura Tabacchi, attiva sino al 1996 .

Il parco Colletta di 448.000 mq. Si trova lungo il corso del fiume Po tra la confluenza della Dora Riparia e della Stura di Lanzoe. Sulla sponda sinistra del Po, si estende l’area attrezzata del Parco Colletta, tipico esempio di parco a finalità prevalentemente ricreativa; sulla riva opposta del Po,  si trova la riserva naturale del Meisino, mentre lungo la sponda sinistra della Stura vi è il Parco Arrivore. Appena a valle della confluenza tra Po e Stura si trova il grande Isolone di Bertolla, la parte naturalisticamente più interessante di tutta la zona.

LA CASCINA AIRALE, CUORE DEL PARCO COLLETTA

MAURIZIO TERNAVASIO

Le sue origini sono antecedenti alla vicina residenza di caccia del Viboccone, acquistata dal duca Emanuele Filiberto nel 1567, che comprendeva il ristretto del’Ayralle col suo ricetto.  La cascina è per la prima volta esplicitamente menzionata nel Testimoniale di Stato, conservato presso l’archivio di Torino, nel 1681. Cento anni più tardi subisce un’importante trasformazione: una nuova ala si aggiunge a quello che da quel momento in poi viene detto il Castelvecchio. Negli ultimi due secoli l’Airale ha mantenuto inalterata la sua struttura, pur sottostando ad alterazioni e rimaneggiamenti che non hanno modificato l’originaria conformazione architettonica.  Nel Novecento è persino sopravvissuta al progetto che voleva il suo abbattimento per costruire un porto fluviale sul Po. Dal 1978, in seguito all’esproprio degli ultimi proprietari, è diventata di proprietà comunale e dichiarata inagibile. Ciononostante sino al 1982 ha ospitato la famiglia di agricoltori Torta, con tanto di pecore e mucche al seguito.